«Per gli animali la cosa peggiore è la paura di morire, non la morte in sé».
Max chiese: «La morte non è brutta?»
«No, se qualcuno li tiene stretti. Se tagli la gola in fretta e con precisione. Anche in natura muoiono così. Quando una pecora viene divorata da un lupo, per esempio, libera degli ormoni che fanno da anestetico. L’effetto è come quello della morfina, muoiono senza soffrire».

Il secondo numero di Tre alla terza arriva dritto al ❤️. Si tratta di un romanzo tradotto dal tedesco, scelto da Cristina. Il titolo è La felicità di Emma, pubblicato da Keller Editore nella "spietata" traduzione di Angela Lorenzini.
🤓✨📚Buona lettura!

🥨Emma è una donna forte, eccentrica e spregiudicata. Vive nella fattoria di famiglia, nel cuore della Germania, dove alleva i suoi maiali con amore fraterno. Ha un passato difficile alle spalle, famigliari violenti e incapaci di amare. È sommersa dai debiti, ma non intende rinunciare alla sua fattoria. Max fa l’impiegato e vive in città. È un uomo metodico, preciso e ordinato🗄Ha un tumore incurabile e gli restano pochi mesi di vita. Due personaggi così diversi, eppure il destino li vuole insieme. Complici: una Ferrari🏎 e una borsa piena di soldi rubati💰da Max, per fuggire in Messico e morire in pace, guardando i pellicani volare. Sullo sfondo de La Felicità di Emma troviamo una storia d’amore💏 Ma l’amore che scorre tra queste pagine non è melenso, al contrario è legato al dolore. Si mescola al sangue degli animali che Emma uccide per vivere, fino a coagularsi nel tema della morte💀Una morte però che non fa male, regala un briciolo di felicità e rende giustizia, a tutti, indistintamente.
🐷La scrittura di Claudia Schreiber è viscerale. Lo stile dell’autrice infatti prende forma tra le budella, le arterie recise e l’odore acre degli escrementi💩. Il suo linguaggio è cruento, esplicito, in certi punti persino grossolano, ma proprio per questo è realistico, attento ai dettagli. Le pagine che descrivono la macellazione offrono preziosi insegnamenti sulla vita di campagna e fanno riscoprire antichi saperi e antiche tradizioni, riportano alla luce tutto il mondo contadino. Tutti gli attrezzi di Emma 🔪 vengono denominati con precisione; lo stesso vale per gli organi degli animali squartati nelle lunghe digressioni “anatomiche”, in cui si avverte il grande spirito di ricerca dell’autrice.
🌻Tradurre questo libro è una sfida. Da un lato bisogna misurarsi con i tecnicismi e con il gergo della macellazione, dall’altro si ha a che fare con tematiche molto forti. La traduzione di Angela Lorenzini è riuscita a rendere in italiano il “mondo” della protagonista.👩‍🌾 Ha sempre cercato di esprimere in una frase ciò che il tedesco dice con una parola. Simpatica la resa di Trümmerfrauen con «bambolone» (poco filologica, ma molto figurativa), e assolutamente approvata la scelta di mantenere in originale alcuni termini culturo-specifici, non solo tedeschi: la banja, la Zündapp🛵 e il Weckewerk di Emma. Un ulteriore punto di forza della traduzione di Lorenzini sono la restituzione autentica dei modi di dire, della parlata popolare dei personaggi e dei vari rumori presenti nel libro. Qualche inevitabile residuo di traduzione – soprattutto nell’aneddoto sui cognomi di Max e Emma da sposati (Bienen-Wachs)🍯 per cui è stato indispensabile inserire una nota. In cui però il lettore non inciampa, se non per sorridere🤣 e fruire dello stesso effetto comico dell’originale.

La Felicità di Emma è una parabola per riflettere sulla sofferenza – non solo umana. Un barlume di luce⚡️ che può riaccendere la sensibilità nei confronti degli animali e della natura. 🥰🐾🌱Curiosi di leggerlo?

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